Ripropongo questo post… e faccio outing. #leultimeparolefamose

… non riaprivo il mio blog da quel giorno, il 13 aprile, scritto nei momenti più critici della vita di mio padre. Che proprio in quel momento in cui io scrivevo questo blog cercando consolazione alle mie angosce lavorative, lasciava la sua vita sul pavimento del supermercato, stroncato da un infarto e portando con sé il suo affetto e la sua vita, che non capirò mai abbastanza.

Ricordo proprio che scrissi questo post in un momento in cui una grazia enorme sollevò le mie angosce lavorative, in cui mi era stato detto ancora una volta che dovevo fare da sola, che non mi avrebbero ancora assunto, per ora.. dopo 7 anni, dopo file all’uff. collocamento, dopo l’umiliazione per la visita dell’invalidità. Come se fosse l’unico modo per farsi assumere.

In quel preciso momento, nel momento in cui si compiva la vita di babbo, sono riuscita a trovare il bello di quel momento. E mentre lui moriva, io scrivevo questo post e trovavo le mie consolazioni.

E ricorderò ancora le mie parole, lungo la salta, alla fine della mattinata lavortiva, nei saluti per il week end coi ragazzi, in cui parlando di rapporti con nonni e genitori dicevo che quando saluto mia nonna la sera penso sempre che la mattina dopo potrei non trovarla sveglia, mentre per i miei genitori questo pensiero è più remoto.

Le vere ultime parole famose.

Forse… la forza… ma non so se basta.

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