TRA L’ANTICO E IL MODERNO

Cos’è cambiato?
Rubo un po’ di tempo ai lavori domestici, sacrificati al pomeriggio domenicale a causa di nuovi impegni, di nuove gestioni degli orari della giornata, di ataviche esigenze adeguate a nuove necessità esterne.
Ho bisogno di capire, di avere delle risposte. Di convincermi sempre più perché la mia vita, che forse erroneamente ero convinta fosse quella di una comune giovane donna, simile in tutto a quella "moderna", va sempre più verso la concezione di un "antico" che pende inesorabile sulle spalle.
Nulla cambia le convinzioni. E le convenzioni diventano dogma. Il mio aspetto intellettuale si pone davvero così inevitabilamente tradizionale da escludere la possibilità di una qualunque fascinazione mentale in senso moderno? Quale lotta per il pensiero da combattere contro cieche gerarchie e inconsapevoli prese di coscienza! Quale la fatica iconoclasta contro l’apparente inadeguatezza forzata da meri conteggi temporali!
La vita di dottoranda – quale ultima ruota del carro sia in termini gerarchichi che temporali- e agronomo con un prospettiva di carriera potenziale, davvero nel senso più metafisico del termine, sembrava condurre verso una modernizzazione intellettuale, un  riscatto positivo del forzato "tradizionalesimo".
In realtà l’ostrica rimane sempre attaccata al suo sasso in fondo alla scogliera. Seppure la sabbia la infastidisce per iniziare ad arricchirsi della perla, realmente invade la sua vita con una speranza che non oltrepassa il limite della pietra, ma li rafforza ancora di più. Il valore della perla è oltre la vita dell’ostrica, la speranza del bivalve è minata da numerosissimi ostacoli; il valore riconosciuto sarà sempre inconsapevole di quello reale.
Gli impegni della vita di un lavoratore appassionato si nutrono dell’energia e del tempo da dedicare per la crescita, l’affermazione ed il riconoscimento. 
Alla tradizione non era richiesto di dedicare un tale doveroso carico. Ma quando queste due vite si intrecciano, non sempre la compenetrazione è vantaggiosa. E chi si concede al sacrificio è sempre chi lotta.
A metà diviso tra l’antico e il moderno.

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